Volongo - Ecomuseo Valli Oglio Chiese

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Territorio > e itinerari
(Itinerari Storico-Artistici)

VOLONGO
tra i silenzi del Gambara e dell'Oglio, 
alla scoperta della "Passione di Cristo"
e delle tradizioni
(Storia)
  Volongo, dal latino Vadum lungum o Alveus lungus – lungo guado – è situato sulla sinistra del fiume Oglio.
Il paese sorge sul ripido terrazzo in prossimità della foce del Gambara.
   Il territorio è di notevole interesse naturalistico e paesaggistico.
L’acqua, da sempre fonte e risorsa per questi abitanti, tuttora caratterizza l’area con la presenza anche di alcuni mulini e con le tracce dell’antico porto.
   Nel Medioevo gravita, come tutto il territorio circostante, nell’influenza dell’Abbazia di Leno.
   Dal XIV secolo e per tutto il periodo gonzaghesco fa parte della Quadra di Canneto.

(Architettura e Arte)
   - La chiesa parrocchiale del XVI sec. è dedicata a San Pietro. Di notevole pregio una serie di dipinti di particolare rigore espressivo appartenenti alla scuola bresciana (Cristo deriso, Cristo flagellato e l’Ecce Homo).
   Splendida la cantoria a decori policromi.
   - In prossimità dell’antico castello vi è la Chiesa dei Disciplini o Giuseppina.

 (Personaggi illustri)
   Nella via principale si può scorgere la casa natale di Rosa e Carolina Agazzi, note per aver rivoluzionato il metodo educativo nella scuola dell’infanzia.

(Tradizioni e cultura locali)
   Nell’Ottocento Volongo divenne famoso per la lavorazione della tela di lino e per la produzione di manufatti ottenuti intrecciando carici, tife, salici, indaco e sanguinello, piante tipiche delle zone palustri. Un’arte antica tramandata da padre in figlio.
   Ogni anno il 17 gennaio si festeggia il santo protettore degli animali, S. Antonio Abate, e come tradizione si accende un grande falò (antico rito di purifi - cazione). Alla festa partecipa tutta la popolazione allietata da vino caldo speziato e ceci.


 
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