La creatività: filo - Ecomuseo Valli Oglio Chiese

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LA CREATIVITA': FILO CONDUTTORE DELLE VALLLI OGLIO-CHIESE

L’acqua, nei secoli, è stata anche il filo conduttore che ha animato la creatività di questa parte di pianura. Un lavoro umile, fatto di piccole conquiste quotidiane in sintonia con i ritmi stagionali, ha guidato le comunità alla ricerca della bellezza e della perfezione, delle tecniche più adeguate per esprimere un momento creativo, per dare forma e personalità ad un albero o ad un giocattolo.
Quale la relazione tra le due produzioni all’apparenza inconciliabili?
Ancora una volta le materie prime del territorio sono protagoniste: l’acqua, l’argilla, il legno, il gesso, la carta e la cera trasformate dalle mani abili di artigiani unitamente alla frizzante predisposizione alla fantasia. Ogni anno milioni di manufatti, per quasi due secoli, sono stati prodotti per i ragazzi di tutto il mondo. La comunità di Canneto e dei paesi limitrofi, è stata impegnata, attraverso una economia peculiare, al servizio della pedagogia dell’infanzia, del mito di Santa Lucia, di Babbo Natale e della Befana; al servizio del mistero che diventa dono, mentre i giocattoli sono il tramite e l’espressione della fantasia, trama progettuale della vita e della crescita.
Giocattoli colorati, in legno, terracotta e cartapesta insieme ad alberi e cespugli dalle forme e dai colori più variegati hanno cavalcato le strade di tutto il mondo. Si potrebbe parafrasare che la creatività entra dalle radici, sale dal tronco e si espande nell’universo.
In particolare a Canneto emerge, sin dal medioevo, un rapporto singolare con la metrica della struttura urbana, che si espande e si fonde con l’ortogonalità della produzione orticola, idealmente stimolo singolare allo sviluppo delle specializzazioni.
 Le aiuole sono realizzate ritmicamente in funzione delle fasi di produzione delle forme degli alberi ed in sintonia con gli spazi necessari per la crescita di ogni singola specie. Un mosaico armonico, non casuale, nel quale la progettazione va al di là delle tecniche produttive per sfociare nella percezione di uno “spazio giardino”. Formali e cromatiche geometrie si sposano con l’ambiente naturale, contrassegnato dagli andamenti sinuosi delle valli Oglio-Chiese; un connubio stimolante, accattivante, ricco di spunti creativi. Il territorio così “personalizzato” esce dalla convenzione e dall’anonimato diventando esso stesso una “composizione giardino”.
Un’arte forse minore ma che spesso ha aiutato l’uomo a crescere, lo ha conciliato con la sua città non sempre a misura d’uomo. Giardini e parchi sono tuttora angoli di intimità e di paradiso, proiezioni metafisiche di una filosofia e di uno stile di vita legati ad un’epoca. Qui sono nate professioni per realizzare modelli esemplari predisposti all’evocazione dell’essere e dell’immaginifico e quindi destinati a non consumarsi, ma a seguire per sempre la vita dell’uomo.
 
 
 
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