Canneto - Ecomuseo Valli Oglio Chiese

Vai ai contenuti

Menu principale:

Territorio > e itinerari
(Itinerari Storico-Artistici)

CANNETO SULL'OGLIO
Un paese nato da una colonizzazione medioevale,
terra di giocattoli e di piante 
(Storia)         
   Sorge sulla riva sinistra dell’Oglio in prossimità della foce del Naviglio.
   Il suo territorio è caratterizzato, verso Carzaghetto, da un terrazzamento marcato dai numerosi dossi, mentre verso est, nei pressi di Bizzolano e sino alla confluenza del Chiese con l’Oglio, da una valle estesa, ricca di canali di scolo.
   Numerosi ritrovamenti archeologici lungo il fiume testimoniano un’antica presenza umana in questa zona.
   Importante è la necropoli celtica di Carzaghetto con manufatti esposti nei Musei Archeologici, come il Pegorini di Roma o in quelli di Milano, di Mantova e Asola. Sono pure significative le tracce di una villa rustica romana rinvenute nel sito denominato Crocette, nei pressi di Bizzolano, oltre naturalmente ad una necropoli scoperta nei pressi dell’antica Pieve.
   I Longobardi hanno lasciato tracce lungo il Chiese e precisamente nell’area delle Medulfe.
   È nell’Ottavo secolo che inizia il controllo e il recupero del territorio voluto dalle Abbazie di S. Benedetto di Leno e di S. Tommaso di Acquanegra.
   Dopo la pace di Costanza del 1183, il Comune di Brescia interviene lungo il confine naturale del fiume Oglio con azioni di bonifica e di colonizzazione agraria e fa erigere il Castello del “borgo franco” di Canneto (1217).
   I privilegi, le esenzioni e l’autonomia amministrativa concessi da Brescia e sanciti da appositi statuti vengono ribaditi dai Visconti nel 1385.
   I Gonzaga riconfermano il distretto territoriale della “Quadra di Canneto”, che permane fino all’Ottocento.
   Il Naviglio, sin dal Medioevo, diventa l’asse portante dell’economia locale. Laboratori e industrie sorgono lungo le sue sponde, mentre attraverso l’uso delle sue acque nasce una produzione peculiare: l’ortaglia, l’attuale vivaio.

(Architettura e Arte)   
   - Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, costruita verso la metà del XIV secolo, in stile gotico longobardo, rimaneggiata poi nel Settecento.
   Pregiati affreschi dal XIV al XV secolo, oltre ad un ricco patrimonio di sculture lignee, che sintetizzano la “Scuola Lombarda” dal XIV al XVIII secolo e impreziosiscono la storia artistica della Parrocchiale.
   Ne sono un esempio il crocifisso trecentesco di scuola campionese, le numerose opere di Clemente Zamara, dei primi del Cinquecento, con il gruppo del Compianto del Cristo morto, una Madonna in trono, due crocefissi di intensa espressività e un’ancona con Sant’Antonio Abate, opera conclusa dal nipote Tortelli. Al Bertesi, invece, è attribuito un raffinato S. Giuseppe. Le cappelle laterali, infine, sono arricchite da pregevoli altari dorati seicenteschi.
        
  - Chiesa del Carmine, secolo XVI, situata in prossimità dell’imponente struttura conventuale dei Carmelitani. Nella cappella dedicata alla Madonna del Carmelo, significative sono due tele attribuite alla scuola del Guercino (primi decenni del Seicento).
   - l’antica Pieve, intitolata all’Annunciazione della Beata Vergine, ristrutturata nel Cinquecento, presenta un originale altare del Settecento.
   - Chiesa dei Morti, (Esaltazione della Santa Croce).
   - Chiesa delle Medulfe, XI secolo, sorta in area longobarda.
   - Chiesa di S. Giorgio di Bizzolano.
        
  - Chiesa parrocchiale di Carzaghetto, dedicata a S. Michele, costruita su un dosso, domina tutta la pianura sottostante.
   - Teatro Comunale Mauro Pagano (originariamente Teatro Sociale), costruito nel 1826 su progetto del Vergani, allievo del Piermarini, in stile neoclassico.
   Dopo un lungo restauro, lo si può ammirare nel pieno del suo splendore, un raro esempio nel territorio dell’Ecomuseo.
 
(Persnaggi illustri)  
   - Guglielmo Corvi, nato nel 1270, medico e filosofo, docente presso le Università di Padova e Bologna, morto a Parigi nel 1340, autore di numerose opere di medicina.
   - Gian Pietro Pinci, poeta e storico, onorato da Carlo V per le sua opera dedicata al padre Filippo II. Nel 1545 scrisse la Storia di Trento.
   - Giuseppe Mari, insegnante di matematica e ingegnere idraulico. Numerose le sue opere scientifiche, muore nel 1806.
   - Don Enrico Tazzoli, nato a Canneto, è tra i Martiri risorgimentali di Belfiore. Nella piazza della Chiesa parrocchiale è possibile ammirare un monumento a lui dedicato, opera dello scultore Mastrocchio.
   - Pietro Lombardi, insegnante e Direttore Didattico, nel 1922 ha scritto il primo Dizionario Cannetese - Italiano.
   - Enzo Favalli, cultore di storia locale, sensibile autore di poesie dialettali, ha donato il suo ricco archivio fotografico all’Ecomuseo.
   - Alfredo Grandi, storico, studioso esperto del periodo risorgimentale, le sue opere fanno ancora testo nelle università. Autore di Processi politici del Senato Lombardo-Veneto (1815 - 1851).
   
(Tradizioni e cultura locali) 
  Oltre al Centro di Documentazione dell’Ecomuseo delle Valli Oglio Chiese, fanno parte del Museo Civico:
   - La Raccolta del giocattolo dedicata a Giulio Superti Furga, la famiglia che ha trasformato una tradizione locale in industria, esportando giocattoli, in particolare bambole, in tutto il mondo.
   L’intero paese era impegnato per la produzione di giocattoli. Fabbriche come l’AGA, Lorenzini, INGA, GADEA, Zanini Zambelli, FIBA hanno contrassegnato la produzione di tutto il territorio.
   - Pinacoteca Mortara: una singolare raccolta di opere pittoriche, che illustrano l’ambiente artistico milanese tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.
   - La raccolta delle opere di Mauro Pagano, costumista e scenografo. L’artista ha operato nei più grandi teatri del mondo. Le sue opere (circa un migliaio) sono state donate dalla famiglia al Museo Civico locale e sono tuttora esposte nel ridotto del Teatro a lui dedicato.
   - Raccolta Mario Bellani: tecnico scientifico della ditta Fumeo di Milano e appassionato d’arte ha donato al Comune di Canneto le sculture in legno da lui eseguite, ispirate alla natura e alla mitologia classica. Nelle sue opere si può ammirare la certosina abilità manuale.
   Fra le tradizioni locali segnaliamo:
   - Vigilia di Natale con la fiaccolata e il falò. Nella notte vengono eseguiti per le vie del paese brani musicali tipicamente cannetesi (La Pastorella - Caro Bambin)
   - Il Rito della Stella, sfilata in costume dei Re Magi e del loro seguito (5 e 6 gennaio)
   - Messer Carnevale, antica drammatizzazione del carnevale che si svolgeva per le vie del paese (ultimo giorno di carnevale)
   - Borsa Scambio del giocattolo antico (ultima domenica di settembre)
   - Canneto Verde, a cavallo della fiera locale (prima domenica di ottobre), serie di manifestazioni e mostre sul verde cannetese (il vivaio in mostra).

 
Torna ai contenuti | Torna al menu