Calvatone - Ecomuseo Valli Oglio Chiese

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(Itinerari Storico-Artistici)

CALVATONE
Un paese "infeudato" tra l'antica Bedriacum e la Postumia
(Storia) 
   Calvatone sorge sulla riva destra del fiume Oglio. Antiche le sue origini, documentate da reperti che raccontano l’esistenza di un villaggio dell’Età del Bronzo, in località Sant’Andrea, e successivamente dalla presenza celtica.
   Nel 148 a.C. i romani costruiscono la via Postumia, in prossimità del passaggio sul fiume Oglio si sviluppa così la cittadina di Bedriacum, quale importante centro commerciale.
   Balzò alla ribalta della storia nel 69 d.C., per le sanguinose battaglie civili che presero il suo nome.

   I materiali provenienti dagli scavi di questo antico vicus (villaggio) sono conservati in alcuni musei lombardi; i nuclei più consistenti si trovano nel Museo Civico di Piadena e nella sezione archeologica del museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona. A Milano sono invece conservati i materiali provenienti dai più recenti scavi, attualmente in corso di studio.
   In epoca barbarica, per ragioni difensive, il borgo si sposta verso ovest, a margine del terrazzamento. In epoca longobarda, Re Desiderio dona il territorio che comprende Pisserisse, poi Calvatone, al monastero benedettino di S. Salvatore (che prenderà poi il nome di Santa Giulia), in Brescia (760 d.C.).
   Calvatone, comune rurale, è legato alla storia del Monastero, sia per le prime bonifiche attuate nella valle dell’Oglio, che per la diffusione della piccola e media proprietà dell’azienda agricola.
   Una peculiarità che si protrarrà nei secoli e che si identifica anche nella struttura urbana.
   Nel Medioevo, il fiume funge da confine di stato e il territorio di Calvatone è di pertinenza, prima, della città di Cremona e poi del Ducato di Milano (Visconti – Sforza).
   Nel 1535 il territorio cremonese passa sotto il dominio spagnolo e nel 1711 sotto quello austriaco.
   Nel XV secolo sorge, in località Santa Maria, un santuario dedicato alla Beata Vergine Onorata; accanto ad esso viene poi eretto un convento gestito dai Padri Francescani, che viene demolito nel 1798. Nel secolo XVI i Frati Domenicani costruiscono il loro convento, soppresso poi nel 1808, di cui sono ancora visibili le tracce architettoniche del chiostro, oltre a preziose porzioni di affreschi raffiguranti mansioni e lavori nel calendario contadino.
   S. Bernardino rimase Chiesa parrocchiale fino al 1859, anno in cui fu consacrata l’attuale Parrocchiale dedicata alla Vergine Immacolata e ai Santi protettori Biagio e Bernardino.

(Tradizioni e cultura locali)     
    
   
- Fiera di S. Biagio
   - “I giorni Cantati” un gruppo impegnato da anni nel recupero della tradizione musicale popolare e contadina, un patrimonio della memoria del territorio, che esprime la gioia per il lavoro, il ricordo, le leggende, le rivendicazioni operaie; il tutto espresso attraverso il canto.
 




 
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