Bruno Vezzoni - Ecomuseo Valli Oglio Chiese

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INTRODUZIONE

Quanto ci sentiamo responsabili di un luogo o di un cambiamento che lo riguarda?
Oggi vanno di moda concetti quali habitat, ecosistema, sviluppo sostenibile. I grandi mezzi di comunicazione di massa ci informano quotidianamente sui cambiamenti del clima, sul pericolo di esaurimento delle risorse idriche, sulla desertificazione di ampie zone della terra. Ma, mentre raccogliamo una sempre maggiore quantità di dati sul pianeta, va scomparendo e svanisce la conoscenza dettagliata, quella basata sul luogo che abitiamo e acquisita di generazione in generazione. Eppure, per evitare di trovarci impreparati di fronte alla minaccia dei cambiamenti insostenibili o essere sorpresi quando questi si siano già materializzati, occorre una consapevolezza e una conoscenza diffusa del significato dei luoghi che abitiamo.
Comprendiamo profondamente un luogo attraverso storie raccontate e tramandate, significati condivisi, frammenti e aspetti identitari che si accumulano nel tempo. Un luogo non è solo una superficie fisica ma un’entità costituita da una rete di significati tra le persone e la natura, tra le persone e le loro storie. Tutto ciò fa di un luogo un insieme che si suole ormai definire paesaggio culturale, nel quale sono compresi i beni materiali e immateriali intrecciati e stratificati nei secoli. I luoghi, così intesi, trasmettono alle persone una quantità di messaggi diversi che danno vita a una trama leggibile con coerenza, fino a quando qualcosa non va perduto. Il “riconoscimento” dei segni, dei frammenti che ogni luogo offre in quanto museo vivente di se stesso funziona come magazzino di memorie collettive e diventa il canale attraverso cui viaggiano le storie e la saggezza di una comunità.
E’ proprio questa operazione, che possiamo definire di costruzione di una mappa di comunità, l’obiettivo che si è posto l’ECOMUSEO quando ha ideato e realizzato il percorso “acqua terra: una risorsa”
Le ricerche scientifiche, le misurazioni, i dati statistici necessari per supportare le politiche territoriali messe in atto dalle istituzioni pubbliche non possono sostituire il lavoro di chi, attraverso il coinvolgimento della popolazione, rende significativo un luogo per le persone che lo abitano e che lo conoscono.
L’intento dell’iniziativa è proprio quello di far si che vi sia la più ampia partecipazione alla “rappresentazione della comunità”. La storia lascia le proprie tracce sulla terra in modo a volte frammentario. Esse sono lì ad aspettare di essere comprese e discusse, non solo dagli specialisti, ma anche dalle persone che fanno picnic, da chi lavora nei campi, dagli appassionati di botanica e da chi raccoglie le storie tramandate oralmente.
Goethe ha detto “solo insieme possiamo conoscere la verità”.
Ecco l’ambizione di un lavoro che, pur con mezzi modesti si propone come un progetto sociale enorme: conoscere la verità per raggiungere una migliore qualità della vita, per una corretta reciprocità tra natura e cultura, per la sostenibilità dei cambiamenti introdotta dal progresso tecnico e scientifico.

Prof. Bruno Vezzoni
 
 
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